Progetto Forme a Bergamo. Ci sono progetti che nascono per caso e altri che nascono per visione. “Forme” appartiene alla seconda categoria: è la dimostrazione di come il marketing territoriale possa trasformare un prodotto — in questo caso il formaggio — in una leva potente di valorizzazione del territorio, identità culturale e sviluppo turistico. Ecco perchè abbiamo deciso di parlarne qui sul nostro blog.
Quando, dieci anni fa, tra gli alpeggi della Val Brembana e la storica Fiera di San Matteo di Branzi, Francesco Maroni decise di riprendere una tradizione antica e darle un respiro nuovo, nessuno immaginava che quella scintilla avrebbe acceso un progetto capace di coinvolgere quattro province e l’intera filiera lattiero-casearia lombarda.
Oggi “Forme” è una manifestazione simbolo del Made in Italy agroalimentare, un modello di storytelling territoriale e di marketing enogastronomico integrato che ha saputo unire produttori, istituzioni, comunità e turismo sotto un’unica narrazione: quella del gusto autentico che nasce dalla terra.

Per chi non lo conosce, il Progetto Forme (o semplicemente Forme) è una grande rassegna dedicata al mondo del formaggio e alla cultura lattiero-casearia italiana, nata a Bergamo nel 2015 grazie alla collaborazione tra la Camera di Commercio di Bergamo e le principali realtà del settore.
Nel tempo si è trasformata in un vero e proprio ecosistema del formaggio: un evento diffuso tra Città Alta e il Sentierone che ogni anno ospita mercati, laboratori, degustazioni, mostre e convegni dedicati a produttori, operatori e appassionati.
La manifestazione celebra il patrimonio caseario delle Cheese Valley, le vallate bergamasche dove nascono i nove formaggi DOP orobici, un primato unico in Europa. Ogni edizione ruota intorno a un tema: nel 2024 è stato Forme in Italy, nel 2025 Dietro le Forme delle Cheese Valleys, con l’obiettivo di raccontare non solo il prodotto, ma tutto ciò che c’è dietro: la storia, il lavoro, la sostenibilità e le persone.
“Progetto Forme” non è una fiera gastronomica: è un progetto di marketing territoriale applicato, che mette in rete oltre 300 conferitori e 220 caseifici, insieme alle Camere di Commercio di Bergamo, Brescia, Lecco-Como e Sondrio. È un modello di promozione di filiera, un evento capace di trasformare il linguaggio del cibo in cultura, esperienza e comunicazione.
Nel linguaggio di Farfallae, “Forme” rappresenta un esempio perfetto di territorio che comunica attraverso la propria identità. Ogni forma di formaggio diventa il simbolo di una forma di vita, di lavoro, di cultura locale.
Attraverso un racconto autentico e coerente, il progetto è riuscito a creare una brand identity territoriale forte: Bergamo come capitale del formaggio, un luogo dove tradizione e innovazione si incontrano per dare vita a un posizionamento distintivo.
I tre pilastri che rendono “Forme” un caso di studio per chi si occupa di comunicazione strategica e marketing dei territori sono chiari:

Dal punto di vista del marketing turistico, “Forme” rappresenta un’occasione straordinaria per posizionare la provincia di Bergamo come meta di turismo esperienziale legato al gusto, alla montagna e alla cultura.
Il visitatore non è più spettatore, ma protagonista: partecipa a laboratori sensoriali, scopre gli alpeggi, ascolta i produttori, assaggia, condivide. Ogni esperienza diventa una storia, e ogni storia si trasforma in reputazione digitale per il territorio.
La forza di “Forme” è proprio questa: creare un racconto collettivo che si moltiplica in valore economico, culturale e turistico. È la dimostrazione che la comunicazione autentica, quando si radica nel territorio, non serve solo a “promuovere”, ma a dare voce a una comunità.
Guardando “Forme” con gli occhi di Farfallae, ogni azienda locale può imparare qualcosa di fondamentale:
la differenza tra vendere un prodotto e raccontare un’identità. Il progetto insegna che dietro ogni attività — sia essa un agriturismo, un ristorante o un laboratorio artigiano — c’è un patrimonio narrativo da valorizzare. E che il marketing territoriale non è solo per i grandi eventi, ma può (e deve) diventare il motore anche delle piccole imprese locali che desiderano emergere con autenticità.
“Forme” è, in fondo, una lezione di metodo: costruire un posizionamento forte, creare un linguaggio condiviso, valorizzare le radici per parlare al mondo. È esattamente quello che Farfallae fa ogni giorno con i suoi clienti: trasformare il legame con il territorio in vantaggio competitivo, un battito d’ali alla volta.
C’è una frase che racchiude perfettamente lo spirito del progetto:
“Il formaggio è il portabandiera del Made in Italy.”
E se il formaggio è il portabandiera, “Forme” è la sua voce.
Un evento che ha saputo unire tradizione e futuro, gusto e identità, costruendo un modello virtuoso di comunicazione autentica e marketing territoriale evoluto.
Perché in fondo — come diciamo sempre in Farfallae — non servono grandi rivoluzioni, ma il giusto battito d’ali.
Hai mai visitato Forme o conosci realtà del territorio che meritano di essere raccontate così?
Mi piacerebbe sapere come vivi tu il legame tra tradizione, gusto e identità territoriale.
Scrivimi e raccontami la tua opinione — che tu sia un produttore, un ristoratore, un operatore turistico o semplicemente un curioso di Bergamo e dintorni.
Ogni punto di vista può diventare parte di questo racconto collettivo, perché il marketing territoriale inizia sempre da chi il territorio lo abita davvero.
